Lavarone 2013: quando la lunghezza non è tutto.

Settembre è stagione di gare, ci si allena gareggiando, si gareggia allenandosi…con lo sguardo diretto a Lovadina per il campionato Italiano su distanza Sprint, individuale e a squadre, per molti il suggello della stagione 2013.

Si fa presto a dire Sprint…garetta corta, si va, si fa, si torna a casa…non è proprio così.

“Pronti partenza…via, si va per mari e monti…via…”…e alla compagine del TTR stavolta toccano i monti.

Lavarone (TN) è una splendida cornice (le Alpi non tradiscono mai…) che racchiude un piccolo inferno: lo sprint di Lavarone, per l’appunto.

Un nuoto “intimo” in un laghetto che sembra creato ad hoc, una frazione ciclistica in un saliscendi indimenticabile, come la giostra da cui non si aspetta altro che il momento di scendere ed un’ultima frazione, a piedi, che fa rimpiangere di essere scesi dalla bicicletta appena riagganciata in zona cambio!

Bellissima gara, impossibile nascondersi, a Lavarone il cronometro, spietato più che mai decreta il valore del singolo, senza se, senza ma.

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Si parte.

Veniamo al dunque.

Il TTR si esprime con nove componenti, due già sul campo il giorno prima e già “caldi” dalla gara di X Terra disputata sabato (Alessandro Casadei e il debuttante Pier Matteo Perazzini), altri sette partiti all’alba, anzi prima, Stefano Albatros Caldari, Loris deus ex machina Rinaldi, Anto, Matteo Siddharta Baldacci, Matteo Freeride Vanucci, Andrea Zà Zanni ed Enzo 53/19 Marinaccio.

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Ale Casadei e Pier Matteo Perazzini pronti per l’X Terra.

Non c’è ordina di partenza che tenga, in questa gara non c’è scia e tra le due…”meglio soli che male accompagnati” è un adagio raramente così veritiero.

Tensione pre-gara.

Tensione pre-gara.

 

Ne sa qualcosa il Pres, che con il mirino puntato su Baldacci ha portato “al limite” il suo collaudato motore…sino a bruciarlo. Del resto, così ha dichiarato sotto la doccia, “L’unico modo per conoscere il proprio limite…è cercarlo”. Tecnicamente si parla DNF (did not finish), o Ritiro che dir si voglia, ma tant’è, il Pres sta bene, anzi da Dio…e la sua mente è già sulla strada per Chioggia.

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Tecnica di meditazione orientale di riequilibrio energetico post-gara.

Matteo, angelico ambasciatore della teoria “correre con il sorriso” mette dietro di se tutta la combriccola col tempo di 1.13.35” (36° ass.), compreso un minaccioso Caldari che in ritardo di soli (soli?) 1’07” giura, anzi conferma quanto precedentemente sostenuto e cioè che in tutte le prossime gare in pianura toccherà a Baldacci assaggiare il sapore della sua polvere.

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L’ubriaco beve per dimenticare, Il Triathleta beve per reidratare.

Una promessa ambiziosa per il nostro Caldari, ma gli diamo fiducia, del resto non è nuovo alle sfide impossibili e pensiamo davvero che prossimamente possa diventare uno scomodo cliente per il Baldacci.

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Steve Caldari ammicca ai paparazzi.

Strabiliante la prestazione di Enzo 53/19 Marinaccio, che si arrampica sui monti come uno stambecco, e corre come una saetta ma paga una frazione natatoria ancora troppo penalizzante per posizionarlo davanti a tutti; comunque grande.

Agguerritissimi i debuttanti Vanucci e Perazzini, vivaio del TTR, giovani e motivati non si sono lasciati intimorire dalla trappola alpina ed hanno concluso egregiamente una gara che vale doppio! Conservativi nel nuoto, gestiscono al meglio la bicicletta e scaricano tutto nell’ultima frazione: non sembrava certo fossero alle prime armi!

Debutto su distanza sprint anche per Andrea Zà, che fa sfoggio delle ben distribuite cicatrici targate Caldaro2013: spreme la gara al massimo e mostra i denti a Bavìa che lo precede di 56”; è guerra aperta.

Un ritorno alla grande anche per Ale Casadei, che tanto per testare la condizione del ginocchio infila la doppietta sabato-domenica, completando sereno entrambe le prove: bentornato!

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Pronti…partenza…via.

Sì, siamo a fine stagione ma questo è solo l’inizio, sarà guerra tra gli atleti del TTR fino al letargo invernale, si prospetta un finale tutto da seguire e tutto da vivere…sui campi di gara.

Più che un appello, oramai è il motto del TTR: “Se siete tesi…fate le gare!”.