Caldaro Caldo per Caldari

Quattro maggio duemila e tredici, prima gara.
Caldaro si conferma una gara bella, impegnativa, divertente e tecnica, insomma, un banco di prova importante per testare la propria condizione o semplicemente per cimentarsi in una vera gara di Triathlon.
Si nuota in un contesto da villaggio turistico, nel senso buono del termine, bello il lago, bella la cornice, il percorso ciclistico è vario, tecnico e soprattutto…si fa sentire anche nella terza frazione: il ciclista generoso paga pegno a piedi.

Il TTR si presenta con una formazione 7+1, Arturo in avanscoperta dal giorno prima, i restanti, una carovana a bordo di un minibus, raggiungono il campo di gara inaspettatamente in perfetto orario; questo l’equipaggio: Giovanni, Il Presidente, un fluorescente Stefano Gregoretti, Anto Bavìa, Botte il Forte, Steve Caldari (il grande atteso) ed il promettente Andrea “Za” Zanni al suo debutto.

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Prima fase di drenaggio.

Si parte separatamente,alle 14.00 Rinaldi in prima batteria con donne, M3 e categorie a seguire, alle 14.20 Botte, Bavia, Conti e Gregoretti e nella batteria successiva Arturo, Steve e Zanni.
Inutile dire che le partenze frazionate riservano sempre sorprese, di ogni genere, e solitamente penalizzano i forti che per qualche motivo, di rank o di categoria, si ritrovano “da soli”.
Arturo=forte, un’equazione che rassicura sempre, 33° assoluto, ottavo di cat 2h16’15”.40, seguito a meno di un secondo (2h16’16”.20) da un “all round runner” Gregoretti, una specie di pronto intervento H24, tu lo chiami…lui va forte, qualunque cosa ci sia da fare.
Fortemente dibattuta la buona prestazione di Steve “The Worst” Caldari che si presenta per regolare i conti dopo un precoce ritiro nel 2012 (il suo debutto…) dovuto ad un guasto meccanico…con la ex bici di Matteo: partito senza rank e quindi in assenza di riferimenti, è il primo ad increspare le acque del lago, gira la prima boa e sbaglia il bastone di ritorno.
Questo gli costa una dispendiosa correzione di tracciato che lo penalizza sul tempo finale (2h23’18”) ma è comunque il terzo della compagine Riccionese.
È a questo punto che si inserisce severo, ma costruttivo come al solito, il commento del Presidente:

Artu e Greg si confermano ad un buon livello, Caldari una chiavica, Giova buona partenza, Botte sottotono, Anto il migliore della giornata, il Pres agonisticamente una merda ma grande prova di dignità, Zanni fortunato nella sfiga”.

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Steve Caldari viene processato per direttissima al primo autogrill utile, inutili i tentativi di difesa.

Anche il Presidente paga lo svantaggio della prima batteria, dopo un nuoto eccellente si trova solo in bicicletta e paga lo sforzo nella terza frazione.

Esemplare la sua dichiarazione sulla strada del ritorno, non accampa scuse e non incolpa nessuno, semplicemente ammette una forma non ancora al 100%; del resto il suo obiettivo, come quello di Steve è di altra natura…”roba lunga”.

Bravo Giovanni ad un solo minuto da Steve: sono finalmente cadute le maschere ed è guerra aperta, d’ora in poi ci sarà da divertirsi ma senza dimenticare il terzo incomodo, Botte, che con un solido nuoto ed una bici al di sopra di ogni aspettativa si impasta in una terza frazione che lo allontana dalla possibilità di insidiare i due.

Debutto sfortunato per Andrea “Zà” che esce bene dall’acqua ma nella discesa più infida inforca accidentalmente su un sasso malposto e rovina a terra.

Tanta paura ma si risolve con escoriazioni diffuse, due punti al gomito destro e le generose cure dell’infermiera bolzanina.

Forza Zanni, il triathlon è (un po’) più divertente di così, tieni duro!
Pesante assenza quella di Matteo, dichiarato ufficialmente da Steve il Public Enemy n.1.
A proposito, sembra proprio che il vecchio destriero “du Mònt” di Matteo si ribelli a cavalieri neofiti nelle occasioni importanti: Zanni è già il secondo ad esserne disarcionato!

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La Du Mònt di Zanni dopo l’incidente.