Il presidente come Benjamin Button

Il tempo scorre al contrario per il presidente Rinaldi,

è passato un anno e lo ritroviamo più veloce, più motivato, ancora più deciso, se mai fosse possibile, a rendere dura la vita dei suoi avversari ma prima ancora…dei suoi compagni di squadra.

È d’obbligo un silenzio religioso in merito alle sue sedute di allenamento, quel che è dato sapere è che lo sottende l’ala protettrice del Messia, il quale pur consapevolmente sta covando una serpe in seno; pronta ad avvelenare anche colui che la porterà ad esibirsi con successo sui più importanti campi di gara del panorama italiano e non solo.

Punta in alto infatti il “Pres”, alla gara per antonomasia, l’olimpo del triatleta su lunghe distanze.

E intanto si piega ma non si spezza, sono bastate tre o quattro sessioni in piscina per vederlo terminare i programmi “long distance” propinati dal coach; è già tempo di doppiare e lui, in poche ore si rigenera, la corsa la sera, in luoghi segreti, ogni volta diversi, la bicicletta a solcare le solite palestre asfaltate del nostro Ultra-Taliban: su e giù, su e giù, lavori metodici che si trasformeranno nel giro di pochi mesi in risultati di prestigio.

Ce n’è per tutti, come sempre e forse questa volta di più; la stagione sottotono è passata, si tira una linea e si riparte, nessun credito per nessuno, quel che è fatto è fatto e non vale più.

Quanti e quali saranno quelli che dovranno cercare il “Pres” per la famosa stretta di mano?

Si accettano scommesse, il Nostro le accetta tutte…come sempre.